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Cari amici “ROVINGARI”
 
Anche io sono sorpreso dal cambio di rotta della Fiarc che rinnega la sua “benedizione” ai Roving e non ne comprendo i fini. Questo non fa che confermare l'idea di Giusi Pesenti che voleva che il SUO Roving dovesse restare fuori da qualsiasi federazione in quanto queste cambiano spesso idee e direzione. In fondo la sponsorizzazione FIARC era un “regalo” e come tale non possiamo lamentarci della sua cessazione.
 
IL ROVING è stato ideato e costruito da Giusi Pesenti al solo scopo di diffondere la SUA passione per il TIRO ISTINTIVO.
E’ cosa risaputa e dimostrabile. Qualsiasi associazione tenti di appropriarsene per qualsiasi scopo cercando di limitarlo ai propri iscritti, offende e tradisce lui e i suoi ideali che volevano il ROVING fuori da qualsiasi federazione e aperto a tutti quelli che condividevano questa passione. Pertanto, gli unici proprietari della sua idea sono tutti quelli che la condividono e perpetuano da 61 anni esatti…
Quindi la registrazione del nome e marchio Roving, nel nostro pur piccolo mondo, ha il valore della registrazione del nome di Babbo Natale.
 
Semmai qualcuno tentasse seriamente di farla valere si scontrerebbe con un muro di gomma in quanto abbiamo tutti i documenti per dimostrare che il nome e il marchio sono stati inventati da Giusi Pesenti nel 1958, che lui volesse che fossi io a portare avanti la sua iniziativa dopo la sua morte, che la nostra iniziativa del CIRCUITO ROVING esiste dal 1987 con il suo patrocinio e benestare e, in ultimo, nel suo testamento ha ufficialmente incaricato il Comune di Alzano Lombardo di difendere, nella sua proprietà a loro donata, il SUO ROVING. Quindi al massimo è il Comune di Alzano a poter vantare diritti sul marchio, non certo la Fiarc da cui lui ha sempre rifiutato una gestione vera e propria della sua creatura.
 
A casa di Giusi ho imparato una passione basata sulla gioia, sulla fantasia e sul coraggio e mi rattrista molto vedere quante polemiche inutili nascano su questo argomento.
Questo continuo tentativo di terrorizzare tutti spiegando che senza un'assicurazione, un permesso firmato, una delibera federale, un benestare o una bolla papale, non sia lecito nemmeno respirare, in una unica parola “la burocrazia”, è ciò che deprime questo "bel gioco” (e non solo…). Io non posso né voglio riconoscermi in questo modo di polemizzare quindi non mi calerò più di tanto nella questione. Esprimo il mio parere personale e mi limiterò a sperare che ci sia sempre qualcuno con il coraggio di organizzare un Roving anche se non sarà riconosciuto valido per la ammissione ad un campionato...
 
Mi auguro semplicemente di poter diffondere anche questo insegnamento di Giusi Pesenti che organizzava il suo Roving senza egida di nessuna federazione e accettando chiunque avesse un arco tradizionale e la passione per tirare Istintivo! Questa è la mia idea di CIRCUITO DEI ROVING che ho propugnato sin dall’inizio nel 1987.
 
In qualsiasi paese civile (basta andare in Alto Adige) si organizzano manifestazioni sportive, anche di tiro con l’arco, senza la benedizione di nessuna federazione. La legge Italiana consente di tirare con l’arco come di andare in bicicletta senza nessuna patente, assicurazione né benestare associativo.
 
Il CIRCUITO ROVING, così come è nato nel 1987 con la felice benedizione di Giusi Pesenti, ha sempre riconosciuto gli organizzatori di ogni singolo Roving come PERSONE e non come compagnie o organizzazioni. Ciò significa che dietro ogni Roving ci sta una persona che se ne rende responsabile. Se questa persona appartiene ad una associazione o trova qualsiasi tipo di “appoggio”, resta una questione sua. La sponsorizzazione della Fiarc che, considerando il Roving come una delle sue gare “amichevoli” la copriva con le proprie assicurazioni poteva essere una comodità per chi poteva usufruirne ma, di fatto, non rendeva il Roving una proprietà della Fiarc e ribadisco che chiunque può organizzare un Roving se ne rispetta il regolamento trovando appoggio come e dove meglio crede. Esistono molte altre associazioni sportive che sono disposte a dare un aiuto del genere se lo si ritiene necessario. So che qualcuno usa la UISP. Il punto fondamentale è che chiunque abbia il materiale idoneo possa partecipare.
 
La questione delle responsabilità e delle assicurazioni è estremamente confusa e questo genere la paura necessaria a paralizzare tutti rendendoci dipendenti da qualche “autorità”.
Di fatto, ognuno è e resta responsabile di quello che fa, sia quando fa un giro in bici sulla ciclabile (di fatto enormemente più pericoloso di una gara di arco) che quando organizza una gara e nessuno lo può sollevare da questa responsabilità così come nessuno gli può imputare le responsabilità di altri.
Chi organizza una gara è responsabile di pianificarla senza pericoli ma non sarà mai responsabile di eventuali pazzie dei partecipanti. Se uno vuole tutelarsi civilmente (penalmente è impossibile farlo) per le sue proprie responsabilità, si trovi un’assicurazione di qualsiasi tipo ma sulle PROPRIE responsabilità e non si preoccupi di quelle degli altri. Quando io organizzavo diverse manifestazioni avevo una assicurazione personale (circa 100 mila lire annue) per le mie responsabilità ma non mi preoccupavo mai della assicurazione di chi veniva a tirare. Anche attualmente, nella mia compagnia, una quarantina di arcieri non hanno nessuna tessera federale, né assicurazione, né permessi di alcun tipo e tirano felicemente al campo di tiro e alle manifestazioni che li accettano. Chi è terrorizzato dalle responsabilità stia pure tappato in casa…
 
Il nocciolo della questione è considerare che né la Fiarc né nessuna altra federazione fa leggi che valgono al di fuori dei propri ambiti e la legge Italiana consente di utilizzare l’arco, senza né patenti né abilitazioni particolari.
E’ altresì ovvio che le varie associazioni cerchino di portare acqua al proprio mulino rendendo obbligatorio l'iscrizione alle loro file per chi opera all’interno delle proprie iniziative ma non possono vietare di operarne fuori.
Anche io potrei organizzare una gara rendendo obbligatoria la partecipazione con solo archi comprati da me ma questo non lo renderebbe universalmente valido…
 
Pensate a quanti organizzano manifestazioni pubbliche quali biciclettate, maratone, ciaspolate e altre varie manifestazioni aperte a chiunque voglia iscriversi senza la appartenenza a nessuna federazione, come fanno? La legge lo permette? Certo che si, ho interpellato un avvocato e me lo ha confermato. La legge Italiana permette e incentiva le manifestazioni sportive anche senza una federazione che ci “covi sopra”. Con questo non voglio togliere nulla alle federazioni che fanno molto di positivo ma la gioia di praticare il nostro sport dovrebbe essere al primo posto di qualsiasi intento!
 
Impariamo a riferirci alla legge Italiana e non a quelle delle varie federazioni che (pur facendo un operato più che lodevole) saranno sempre all’interno del proprio interesse di portare iscritti a se stessi anche trascendendo la cosa veramente importante, LA GIOA DI TIRARE CON L’ARCO SEMPRE E COMUNQUE.
 
Questione un poco più delicata e complessa è quella delle lame che, come sapete ho provato a sollevare già tempo fa. Pur essendo personalmente pienamente felice del loro uso in gara, sia come cacciatore che come commerciante, temo che i problemi legali per sostenerne l’uso agonistico andranno aumentando e diventerà sempre più difficile sostenerlo.
 
Col permesso dell’autore, allego un breve stralcio del bellissimo DVD che Danilo Rosini ha creato e messo in vendita nel 2007 sulla storia del ROVING con bellissime riprese in gara e interviste a Giusi. Il DVD UN VOLO LUNGO CENT’ANNI - LA LEGGENDA DEL ROVING DI NESE DAL 1958 è in vendita, sia nel mio negozio che dal sito dell’autore (insieme ad altri bellissimi DVD e libri): http://www.danilorosini.it
 
Filippo Donadoni
   
© Claudio Castelli